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Itinerario sul cammino di San Francesco Stampa E-mail

Uno degli aspetti più suggestivi della Sabina è sicuramente il legame profondamente spirituale che lega questa terra alla vita di Franceso d’Assisi, fondatore dell’ordine francescano e patrono d’Italia. Proprio nella Valle Santa infatti egli visse una delle stagioni più intense della sua vita.
Ripercorrere queste tracce alla ricerca delle testimonianze lasciate e dei luoghi ancora oggi densi di misticismo e sentita devozione è a nostro avviso uno degli itinerari più profondi e caratteristici che ci sentiamo di consigliare.

Un intero sito è dedicato a questo famoso itinerario:  www.camminodifrancesco.it

 

Il Santuario di Greccio
Il Santuario di Greccio

 La mappa con le tappe del cammino è presente su Google maps e potete visualizzarla sul sito ufficiale sopracitato oppure cliccando qui  

Pochi sanno ad esempio che una parte iniziale della storia del Santo è legata allo stesso capoluogo di Rieti: teatro tra l’altro di alcuni miracoli e testimonianze del suo amore per i poveri, l’arte e tutte le creature. Luoghi storici legati alla presenza di Francesco sono l’imponente Palazzo Papale e l’oratorio presso l’ospedale di Santa Croce dove, secondo la tradizione, sarebbe stata poi edificata la grandiosa chiesa di San Francesco terminata nel 1253.

A soli 4 km da Rieti potrete ammirare invece il Santuario di S. Maria della Foresta conosciuto più semplicemente con il nome “La Foresta”. La chiesina di San Fabiano è oggi un convento di straordinaria suggestione: chiunque cerchi pace e serenità non può non scegliere infatti un posto migliore.
Rimarrete senza dubbio affascinati e colpiti dal profondo silenzio di questo luogo: Francesco lo scelse come posto di ritiro contro la confusione del mondo esterno e l’amorevole ma soffocante abbraccio dei fedeli. Attorniati dall’intenso verde dei boschi, cullati dal suono delle sorgenti e dal cinguettio degli uccelli; rimarrete senza dubbio colpiti dalla profonda atmosfera di pace che molto probabilmente fu di ispirazione per l’immortale Cantico delle Creature.

A 17 km da Rieti invece, nel cuore della splendida riserva dei laghi Longo e Ripasottile, potete fermarvi al Santuario di Poggio Bustone.
Immerso anche questo in una natura che ricorda la semplicità e la quiete tanto amate dal Santo, esso gode però di una storia molto suggestiva. San Francesco vi giunse infatti nel paese di Poggio Bustone nel 1209, fuggendo alle ostilità dei suoi concittadini, e trovò, nella parte più selvaggia della montagna e nella preghiera e nella penitenza, la rivelazione divina sul perdono per la sua vita passata e sulle sue mirabili opere successive.
Buongiorno buona gente” furono le semplici parole che il Santo rivolse agli abitanti del luogo. L’accoglienza, l’amore e la cortesia che questi ricevette durante il suo soggiorno sono gli stessi che, immutati nel tempo e nello spirito, accoglieranno anche voi.

Nella straordinaria storia della Vita di San Francesco il ritiro, la solitudine ed il contatto con la natura sono stati elementi immancabili. Se vi trovate a passare anche a Rivodutri vi consigliamo di prendervi mezz’ora per una passeggiata nella natura e nei boschi secolari di queste terre alla scoperta del Faggio di San Francesco. E’ raggiungibile seguendo per 4 km una strada carrareccia che parte da Rivodutri e si congiunge con la frazione di Cepparo, fino alle pendici del monte Fausola (1100 m. slm).
Potrete ripercorrere il cammino del Santo che, secondo la leggenda, durante un temporale che lo sorprese in uno dei suoi solitari ritiri mistici, si riparò sotto questa pianta che assunse tale conformazione particolarissima.
Anche se non credete alla leggenda, anche non siete religiosi non potrete non rimanere affascinati da questa meraviglia della natura, dai rami che si intrecciano sinuosi a creare onde e nodi dalla bellezza inusuale.
C’è chi dice che sia dovuto al frutto di una mutazione naturale, ma sapere che solo altri due esemplari della stessa specie in tutto il mondo hanno una forma paragonabile non può non lasciare sorpresi.

Sempre nei dintorni di Rieti (a circa 17 km), nella parte occidentale della Valle reatina, potrete ammirare invece il santuario di Greccio. Non vi ci vorrà molto, ammirando il bellissimo complesso architettonico che sembra nascere dalla nuda roccia, a comprendere come mai questo luogo venga chiamato la nuova Betlemme (per la prima rievocazione della Natività) e sia stato incluso dall'UNESCO tra i 754 siti che fanno parte del Patrimonio Mondiale dell'umanità.

Ma il vostro cammino sulla strada di San Francesco continua con una delle tappe più importanti. A 5 km da Rieti si trova infatti il Santuario di Fonte Colombo, anche detto il Sinai francescano perché il Santo ricevette in questo luogo nel 1223 la Regola definitiva dei Frati Minori.
Nella parte più nascosta di un bosco di lecci secolari, sulla costa del verdissimo Monte Rainiero, sarete giunti nel luogo più sacro del percorso. Dagli edifici, alla fonte d’acqua purissima alla grotta in cui fu scritta la Regola; l’atmosfera che si respira nell’aria è decisamente straordinaria.
Nello stesso luogo potrete ammirare la chiesetta dedicata alla Madonna, detta anche della Maddalena: la semplicità delle linee e la sobrietà dei decori oltre che l’ambiente unico sono tutti simboli dello stile di vita francescano e del modello che è stato di ispirazione per il suo ordine nei secoli.

Ultime due tappe di questo nostro itinerario sono il Tempio di San Francesco ed il Borgo di Posta.

Il primo, a 1623 metri di altitudine sul Terminillo, venne eretto e voluto dai frati francescani in occasione della proclamazione di Francesco come patrono d’Italia nel 1939 da Papa Pio XII. Fusione armonica di architettura, mosaici, sculture e arredi di alta qualità artistica protegge come uno scrigno il ricordo più prezioso: un’urna contenente la reliquia del Santo davanti la quale arde perennemente una lampada votiva.

Se avete occasione di arrivare fino a Posta invece (sulla S.S. 4 in direzione Passo Corese o direzione Rieti se venite dall’Aquila) potrete ammirare alcuni cenni storici francescani che il Santo lascio, spingendosi fino a questo luogo all’epoca denominato Machilone e ai confini con il Regno di Napoli. Vi troverete infatti di fronte la chiesa di San Francesco che, sebbene molto più modesta nel passato, deriverebbe dalla chiesa di San Matteo, molto probabilmente il primo insediamento dei frati Minori creato.
Si dice che il Santo, passando da queste parti, avesse donato il suo mantello e dodici pani ad una donna con gli occhi malati che non aveva i soldi per farsi curare: vi accorgerete comunque che lo spirito e l’amore per il Poverello di Assisi è ancora oggi molto sentito tra gli abitanti di queste parti.



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