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Il Castello di Bracciano Stampa E-mail
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Il castello di Bracciano, la cui presenza predominate sovrasta l’intero l’abitato ed il circostante lago, è probabilmente uno dei più scenografici ed affascinanti del Lazio (secondo nella Regione per estensione), oltre che uno dei meglio conservati e più importanti d’Italia. Per alcuni Bracciano è conosciuto principalmente per il suo castello: non vi perdonerete mai di non averlo visitato se vi troverete a passare da queste parti.
Formata da un quadrilatero principale (con uno dei lati prolungati a formare un quadrilatero più piccolo) il castello deve la asimmetria ed irregolarità della pianta alla presenza di due nuclei realizzati in epoche differenti. Il quadrilatero più piccolo infatti, con la torre mozza, nasce intorno all’originaria torre dei Prefetti di Vico; mentre le successive mura, il cortile ed il camminamento di ronda si deve alla costruzione ed alle successive fortificazioni volute dagli Orsini.

Allo spirito ed al mecenatismo del costruttore (Napoleone Orsini) e della sua famiglia si deve la fama di vera e propria corte rinascimentale che tale rocca acquistò nei secoli: sede di cenacoli artistico – culturali, feste mondane e personaggi illustri. Vi soggiornarono tra gli altri il re di Francia Carlo VIII (durante la sua marcia verso Roma), Clemente VIII, Sisto IV (in fuga da Roma in preda alla peste) e Marcantonio Colonna.

L’importanza del castello risiede anche nella ricchezza dei suoi sontuosi interni: dai mobili, le ceramiche, le armi medievali ed i dipinti conservati all’interno, si aggiunge la presenza di pregiati affreschi come quelli della Camera Papalina (decorata dall’esponente del Manierismo romano Taddeo Zuccari) o quella della Sala del Pisaniello o infine la Camera di Isabella (con brillanti soffitti e cassettoni originali).
L’emozione ed il trasporto che suscitano la sua visita sono sensazioni impedibili: preferiamo in questo caso non dirvi null’altro, lasciando a voi anche l’emozione della scoperta e l’autenticità di quel percorso nel passato che ha colpito profondamente anche noi.

Il castello ospita inoltre un museo, aperto al pubblico nel 1956, con opere legate al medioevo e al rinascimento oltre a reperti archeologici etruschi provenienti dagli scavi di Caere Vetus e da Alsium. Voluto dal Principe Don Livio IV Odescalchi, si estende su una superficie di tremila metri quadrati per 19 sale visitabili e, con un percorso che si sviluppa tra affreschi, arredi e decori originali dell’epoca, permette al visitatore di respirare tutta l’atmosfera magica del passato e di scoprire gli angoli più segreti del castello.



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