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Bracciano Stampa E-mail

Situato sulla via Braccianese, in una posizione dominante rispetto al territorio circostante e a 40 km a nord della Capitale, Bracciano si erige sulle pendici dell’omonimo lago. Fondendo in un panorama mozzafiato antico e moderno, la sua realtà turistica e quella storico archeologica, l’equilibrio tra un ordinato sviluppo edilizio ed uno straordinario accostamento con la natura, questa cittadina è risultata fin dal 1400 crocevia importante di cultura, tradizioni e civiltà per nulla influenzato dalla vicinanza con Roma.

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Storia, tradizione e cultura si mescolano a Bracciano; dalle vestigia degli antichi romani al medioevo ed il rinascimento ai numerosi rapporti con Roma: non vi sembra abbastanza per una visita?
La storia di questo insediamento risale infatti al periodo etrusco: il territorio intorno al lago di Bracciano era conteso, per la ricchezza dei suoi insediamenti agricoli, tra le antiche città di Cere, Veio e Tarquinia ed era comunque, come tutta l’Etruria meridionale, il nucleo a maggiore sviluppo produttivo.
Chiare testimonianza di queste remote e pregevoli origini sono ben visibili ancora oggi sul territorio, come nel caso della necropoli nella circostante località “Colonnette”.
Ma è in epoca romana che Bracciano riceve identità e struttura come insediamento di passaggio per Roma e quindi tappa importante sulla via Clodia. A questa epoca risale infatti anche il nome della città. Alcuni lo attribuiscono alla famiglia gens Braccia, altri alla ingente quantità di acquedotti costruiti come fulcro di rifornimento di acqua (Brachia, bracci degli acquedotti romani). Risalente a quel periodo sono i primi riferimenti scritti (“Castrum Brachiani”) che denotavano l’origine militare del luogo a difesa dalle invasioni saracene, così come la costruzione delle “Terme di Vicarello”.
E’ tuttavia dal 1470 che la città acquisisce splendore e pregio: il feudo viene infatti ceduto alla famiglia Orsini e la torre di fortificazione originale (successivamente modificata e rinforzata dalla famiglia di Vico) viene trasformata in una delle più mirabili opere di ingegneria militare dell’epoca. Fatto costruire da Napoleone Orsini tra il 1470 ed il 1485, il castello di Bracciano è ancora oggi il simbolo della città ed uno dei più importanti castelli d’Italia.
Le fortificazioni del borgo e del castello vennero successivamente ampliate a seguito del saccheggio del 1485, ad opera delle truppe papali di Prospero Colonna, tanto da resistere brillantemente all’assedio del 1496 da parte di papa Alessandro VI Borgia (acerrimo nemico della famiglia Orsini).
Nel 1560, con le nozze tra Paolo Giordano I Orsini e Isabella de’Medici, Bracciano conobbe un nuovo fiorente periodo di sviluppo produttivo (con la lavorazione di ferro, zolfo, carta e produzione di arazzi), nuove disponibilità economiche e soprattutto l’elevazione a Ducato.
L’opera di sviluppo del paese fu ampliata dal figlio di Paolo Giordano, Virginio, la cui vita dispendiosa portò però il ducato in grandi difficoltà finanziarie. Fu Paolo Giordano II infine l’ultimo Orsini degno di rilievo, in grado di sviluppare arti e letteratura e di creare in Bracciano un centro di vivace interesse culturale.
Dopo di lui infatti il successivo periodo di declino portò la cessione del castello alla famiglia Odescalchi, proprietaria fino al giorno d’oggi (se si esclude il periodo tra il 1803 ed il 1848 legato alla famiglia Torlonia), che ne curarono tra l’altro il restauro nel corso dell’800.

Il centro storico di Bracciano presenta un nucleo tipicamente medievale, con le classiche stradine piccole e tortuose, ed una sezione rinascimentale con case e botteghe del XV e XVI secolo.
Segnaliamo da visitare le due chiese barocche di S. Maria Novella (con annesso chiostro degli Agostiniani) e S. Stefano (con chiostro cinquecentesco).

Il territorio intorno al lago era percorso dalla via Clodia (che deve il nome al suo costruttore Gaio Clodio Vestale) risalente al 43 a.C. Ideata come diramazione della via Cassia, per congiungere il sud dell’Etruria con Roma, acquisì importanza militare durante le lotte tra Longobardi e Bizantini nell’VIII sec. e toccava le località di Careias (Galeria), Vacanas (Baccano), Forum Clodii, Tuscana (Tuscania), Saturnia, Sabate (Trevignano), e Cosa (Ansedonia, nei cui pressi si congiungeva con la via Aurelia).
In località “Bagni di Vicarello” (Vicus Aurelii latino) troviamo altri retaggi di epoca romana con numerosi resti di terme e ville romane di età imperiale. Tra queste rovine sono stati rinvenuti i famosi bicchieri d'argento lavorato esposti al Museo Nazionale Romano.
Sempre a Vicarello è possibile ancora ammirare l’acquedotto Traiano risalente al 109 d.C.

Il località “Vigna di Valle” è possibile visitare infine il Museo dell’Aeronautica Militare, dove appassionati e non possono ammirare, restaurati e conservati, numerosi apparecchi che hanno fatto la storia dell'aviazione italiana.
Se avete tempo vale senza dubbio la visita.



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