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Viterbo: Il Bagnaccio Stampa E-mail

Se vi trovate a passare per Viterbo c’è una cosa che non potete assolutamente perdervi: approfittare della ricchezza di acque termali e sulfuree sparse per tutto il suo territorio.
Furono addirittura gli Etruschi a scoprire le proprietà benefiche delle acque termali di Viterbo, attribuendo tale dono alle loro divinità. Quando i Romani poi, nel 310 a.C., conquistarono la città, vi costruirono palazzi signorili e terme, dove potersi curare e rendere più piacevole l’ozio.
Da allora molte sono stati gli illustri personaggi che, nel corso della storia, vi hanno soggiornato per curarsi: da Papa Gregorio IX nel 1350 a Papa Niccolo V nel 1450, fino a Michelangelo nel ‘500.

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78Tacendo divenimmo là ’ve spiccia
fuor de la selva un picciol fiumicello,
lo cui rossore ancor mi raccapriccia.
81Quale del Bulicame esce ruscello
che parton poi tra lor le peccatrici,
tal per la rena giù sen giva quello.

Lo stesso Dante Alighieri, trovandosi di fronte lo scenario quasi surreale di vapori sulfurei, bianchissime rocce e lastroni calcerei e numerosi ruscelli di acqua calda che si tagliuzzano nel terreno, rimase tanto colpito, da descrivere il “Bullicame” persino nella Divina Commedia (nel canto XIV dell’inferno, vv 75 – 80).
Uno scenario straordinario, delle acque termali curative dalle proprietà formidabili, momenti imperdibili di relax e benessere: volete perdervi tutto questo?

Molti sono i luoghi poi che potrete visitare: dalle eleganti Terme dei Papi, famose ben oltre il territorio del Lazio, alle numerose pozze e sorgenti sulfuree nei dintorni della città, come quelle in località Bagnaccio e quelle appunto il località Bullicame.
I Viterbesi le usano da secoli come rimedio per rimarginare velocemente le ferite, far regredire gli ascessi oltre che come posto di ritrovo per una semplice nuotata.

Che altro dire di più, inutile segnalare queste sorgenti sulfuree come una destinazione obbligatoria: moltissimi, a parte i clienti delle stesse Terme terme dei Papi, sono coloro che vi si recano con cadenza quasi settimanale dalla provincia di Roma o dalla Toscana. Grazie alle proprietà terapeutiche e la temperatura ideale dell’acqua, oltre alla ricchezza stessa delle sorgenti, le pozze sono meta frequente anche in periodi invernali.

A pochi chilometri da Viterbo, percorrendo la cassia sud, e giunti allo svincolo con la superstrada per Orte, noterete sulla destra alcuni ruderi di antiche residenze romane. Lì potrete trovare alcune pozze d’acqua termale immerse in un gradevolissimo ambiente verdeggiante dove abbandonarvi per un bagno rilassante e tonificante.
Vi consigliamo di farlo di sera, avrete voglia di ritornarci il giorno dopo.



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